
Cosa ci riserva il 2006 nel settore della pubblicità?
Quali predizioni per il prossimo anno?
Nessuno di noi è Nostradamus, e anche su di lui ci sono molti dubbi, ma credo che di qualcuno piuttosto che di altri ci possiamo proprio fidare. Di sicuro possiamo credere al Mit, il Massachusset Institute of Tecnology. O meglio, del Mit Advertising Lab - Blog on the future of advertising technology.
In uno dei post, si legge:
More predictions (you'll need to register to read) for the new year's advertising industry, this time from Carat's SVP:
Da Ad Blather: British Tearoom, Hotel Dolder Waldjaus, Zurich
Agency: Ruf Lanz Werbeagentur | Zurich
Emanule Pirella diceva che quando ci si deve occupare di un tema o un oggetto per una pubblicità, è necessario interessarsi a lui completamente. Immergersi in tutto ciò che gli compete.
Parole sante.
Ma c'è un ma: avete presente quando qualcuno vi da un lavoro e vi dice "ne avrei bisogno per domani". Oppure "sai, la scadenza era ieri, riesci a fare più in fretta che puoi?". E allora che si fa? Come fai con questi tempi a studiare bene l'oggetto da promuovere?
Beh, quando mi capita, io faccio i complimenti alla mia insana passione per i libri. In tutti quelli che ho comprato, tra cui le varie enciclopedie dei giornali, qualcosa trovo sempre dove informarmi. Poi ci sono le riviste da acquistare in edicol, e ancora, ovviamente, c'è internet: una vera miniera d'oro, e di diamanti e di rubini. Su internet al massimo fai fatica a scovare le informazioni migliori e alcune volte la ricerca sembra incompleta, ma di solito va tutto bene.
Tra le risorse, ne ho trovata una che, secondo me, fa proprio al caso nostro, di tutti quelli che devono inventarsi testi sui temi più disparati: Diario di Repubblica. Ovvero un pdf da scaricare ogni settimana in cui una parola del nostro tempo viene sviscerata in tutti i suoi aspetti. C'è un archivio che va indietro fino al 2003. Di materiale da spulciare, quindi, ce ne è a sufficienza.
Di fronte ai dubbi del suo stesso partito, i repubblicani, e alle feroci critiche dei democratici che chiedono piani per il ritiro, Bush Junior che fa?
Si fa aiutare da un nuovo consulente che gli ha preparato un discorso interamente basato sulla parola "vittoria".
Così sono diventati i piani per la vittoria, per decidere cosa fare dopo la vittoria, come aiutare l'Iraq dopo la vittoria, ecc. Dagli studi di questo consulente, infatti, sembra che il popolo americano sia disposto a supportare la guerra in Iraq se gli si promette la vittoria.
E intanto, Bush ha iniziato con le parole.
In questi giorni, sto lavorando a dei testi per un video istituzionale. Ho deciso, quindi, di rispolverare qualche libro per ritrovare le principali linee guida.
La spiegazione migliore viene da La Parola Immaginata di Annamaria Testa (si riferisce in particolare a spot e commercial, ma indica anche video più lunghi).
Una sintesi:
1. Frasi brevi e coordinate, parole non ricercate, non è necessario, infatti, essere enfatici per essere convincenti
2. Non tutti i termini che si usano nello scritto sono impiegati con ugual frequenza nel linguaggio corrente
3. Non è necessario rinunciare sempre al modo congiuntivo e al condizionale, ma è opportuno semplificare il più possibile
4. Lasciate il tempo per le pause e i cambi di intonazione: l'attore che doppia il vostro spot ve ne sarà grato e il risultato migliore
5. Nessun timore nell'utilizzo dei segni di interpunzione: aiutano il doppiatore
6. Per inserire il nome di un prodotto nel testo, è necessario farlo in modo naturale. In un dialogo è più difficile, perchè alcune volte il nome del prodotto non lo consente
7. Recitate il vostro testo una volta completato: potrete tenere sotto controllo il tempo e vi accorgerete se ci sono parole che stonano, accostamenti fastidiosi o giri di parole che minano la comprensione del testo.
Sono convinta che come un claim è capace di fare tutto da solo, capita che l'opposto.
Semplice e diretta questa pubblicità per la sicurezza stradale è on air da oggi per Autostrade per l'Italia ed è firmata da Saatchi & Saatchi.
[05/12/2005 - 15.58] La campagna punta a far capire che se non si guida con prudenza, rispettando il codice della strada, l'automobile non è più solo un mezzo di locomozione ma può diventare un'arma letale. Il concept è rappresentato nel visual da una chiave di automobile alla quale è stato aggiunto un grilletto: la chiave all'improvviso diventa una pistola. La headline sottolinea che 'Una guida imprudente può essere molto pericolosa'.
La campagna è stata ideata dall'art Emanuele Pulvirenti e dal copy Antonio Giannone, con la direzione creativa di Luca Albanese e Francesco Taddeucci. La foto è di Fulvio Bonavia.
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