martedì, 28 novembre 2006
Don Chishotte e la lingua

Lo diceva anche Don Chisciotte e oggi è diventata quasi una regola inviolabile: è meglio parlare - e scrivere - facile.

"Faccia come le pare - rispose Sancio - ma io per me preferirei farla finita subito, ormai che sono in ballo; perché bisogna battere il ferro quand'è caldo, e far la festa il giorno che la cade; e chi s'aiuta, Dio l'aiuta, perché costa più un fringuello in tasca che un tordo in frasca...
- Ma basta, in nome di Dio, basta con questi proverbi! - disse Don Chisciotte - che qui mi pare che si torni al sicut erat. Parla naturalmente, familiarmente, senza contorsioni, come tante volte t'ho detto, e vedrai che il tuo discorso otterrà doppia efficacia.
- Non so che maledetta disgrazia sia la mia - disse Sancio - non so fare un ragionamento senza proverbi, e tutti i proverbi mi paion ragionamenti; ma mi correggerò, se potrò.
E qui finì la loro conversazione.

Postato da: frbe a novembre 28, 2006 11:28 | link | commenti (3)
a lezione

lunedì, 27 novembre 2006
Scrivere lettere

Sempre nello stesso sito di Carla Lattanzi c'è anche uno speciale dedicato alla redazione di lettere commerciali. Utili per proporre delle offerte, novità, accompagnare campionari oppure materiale informativo e altro ancora. Scrivere - e direi soprattutto iniziarle e finirle - non è sempre così facile.
I consigli di Carla Lattanzi sono preziosi, non c'è dubbio.

Postato da: frbe a novembre 27, 2006 22:22 | link | commenti

La comunicazione pianificata: uno schema

Ooh, finalmente qualcuno di serio che ha deciso di dare una mano a tutti: il blog Scrivere l'Impresa ha avuto una bellissima idea, una tabella con tutte le attività della comunicazione e i relativi valori per valutarne obiettivi, tempi e costi.
Direi utilissimo: soprattutto in presenza di attività complesse e articolate, nel momento di programmazione delle attività o ancora meglio quando siamo chiamati ad individuare gli strumenti più idonei per un cliente. Sono questi i momenti in cui ci si scorda - sistematicamente - di qualche cosa.

Il sito rimanda, inoltre, ad un'altra risorsa per i piani di comunicazione, una pagina dedicata del sito degli
Urp degli Urp (amministrazioni pubbliche). In fondo alla pagina, dopo una lunga lista di esempi, due risorse bibliografiche da scaricare in pdf.
Sempre Scrivere l'Impresa suggerisce un altro blog con un piccolo vademecum su come fare una brochure: il
sito di Carla Lattanzi, copywriter.

Postato da: frbe a novembre 27, 2006 22:08 | link | commenti (2)

giovedì, 23 novembre 2006
White paper: cosa e come

Un doppio incontro con i cosiddetti White Paper: in poche parole una pubblicazione dedicata a spiegare prodotti o sistemi complessi che necessitano di una spiegazione approfondita in quanto rivolti a decision maker che non si fanno abbindolare tanto facilmente.
E' un mezzo importante, tanto più efficace quanto più riesce ad eccellere in precisione, rigorosità e in una sorta di scientificità.

Oggi, sull'ultimo post del Mestiere di Scivere ho trovato un rimando al blog
Writing White Paper e su un portale dedicato alle PMI una piccola lezione che spiega come scriverne uno (ma per una prima introduzione facile e chiara consiglio sempre Il sito del Mestiere).  

Mi piacerebbe proporre la redazione di un White Paper ad un mio cliente che ha prodotto particolarmente complesso, che è al tempo stesso prodotto e servizio, anzi piattaforma e una serie di servizi. Sarebbe utile, ma credo anche che porsi l'obiettivo di scrivere un documento di questo tipo permette di fare chiarezza in tutti gli aspetti del proprio prodotto. Un aspetto che sembra ovvio, ma troppo spesso non lo è.

Postato da: frbe a novembre 23, 2006 22:51 | link | commenti

Copy on stage

Povero Massimo, l'avevo abbandonato per così tanto tempo.
Ora lo riscopro in questa 24 di internet senza freni e trovo una cosina veramente bella:
Quando una copy va allo stage Flavia Brevi
Un diario (attualmente di tre puntate) che racconta i primi passi di un copy. Ovvero, la storia di tutti noi. In altre parole, la tragedia in cui ognuno di noi si è imbattuto e con cui ha dovuto fare i conti.
In realtà non so se voglio leggere tutta la storia, mi viene ancora l'ansia.

Postato da: frbe a novembre 23, 2006 00:15 | link | commenti (7)
ancora carosello

mercoledì, 22 novembre 2006
B2B to Brand /2

Sempre dallo speciale ADV:

Gli strumenti del B2B sono un po' diversi dai tradizionali, o meglio ne tralasciano alcuni per concentrarsi su altro. In questi, la scrittura ha molto più spazio, forse meno creatività, ma di sicuro maggiore rilevanza.
1. Telemarketing (operazioni preliminari di qualifica o recall)
2. Mailing (contattare un numero relativamente ampio di potenziali clienti con un costo contatto relativamente basso)
3. Stampa specializzata (è un approccio economico più redditizzio, sia in termini di pagine pubblicitarie sia come inserti da veicolare)
4. Web (direct mail, newsletter, sito web)

Si tratta di media diversi che però possono facilmente - e felicemente - integrarsi fra loro formando un team produttivo.

Ma quali sono le caratteristiche da tenere sempre presente quando si lavora e scrive per il B2B?
A. Concretezza del messaggio: è necessaria al fine di attirare l'attenzione e l'interesse di un decisore che non agisce d'impulso, ma per risolvere un'esplicita esigenza di un'organizzazione
B. Attenzione per le caratteristiche, tangibili e intangibili, di un prodotto: evidenzia la possibilità di soddisfazione per il target.
C. La Forza del Marchio: il marchio offre un vantaggio competitivo rilevante, è necessario quindi proporre e riproporre anche in fase di scrittura i valori che esso rappresenta (forza nel marchio, scrittura solida e rassicurante).

(fonte: ADV, Focus B2B, Settembre 2006)

Postato da: frbe a novembre 22, 2006 15:52 | link | commenti
a lezione

B2B to Brand / 1

Nel numero di settembre di ADV, c'era uno speciale interamente dedicato al B2B, Business To Business, ovvero quel meercato non rivolto ai consumatori finali, ma che si svogle tra aziene fornitori e acquirenti allo scopo di produrre un oggetto finale.

Ok, ma allora cosa c'entra il Brand?
E' quasi scontato, infatti, che il Brand (la marca e tutta la spiritualità che essa si porta dietro) sia oggetto esclusivo dei prodotti orientati al consumatore. E' Nike che ha bisogno del Brand, Barilla, Moleskine. Non di certo la fabbrichetta che produce piedini e pomoli per l'arredamento. Si sa: i menager d'azienda non hanno bisogno di influenze ulteriori per scegliere un determinato fornitore, solitamente sono meglio informati e più razionali.

"Ma è proprio cos? Davvero gli individui si trasformano in soggetti privi di emozioni, gelidamente razionali come altrettanti Dr. Spook quando si trovano sul posto di lavoro?
Se si superano questi atteggiamenti vagamente scettici, ciò che si riscontra in pratica è che la marca, nei mercati B2B, svolge esattamente gli stessi ruoli che ricopre nel consumer marketing. Il brand, in altri termini, serve a identificre il prodotto/servizio, a differenziarli dalle offerte concorrenti, e - soprattutto - a comunicare sinteticamente benefici e valori dello stesso, oltre a rappresentare una garanzia di qualità, di origine e di performance. In tal modo si incrementa il valore percepito dall'acquirente e si semplifica, riducendo il fattore di rischio, il processo decisionale di acquisto". (ADV, Focus B2B, Settembre 2006)

In parole facili facili, il potere del Brand nel B2B è:

1. Differenziare, annullando il rischio della commodizzazione anche di prodotti fungibili
2 Assicurare il futuro, in molti comparti stanno sopravvivendo quelle imprese capci di crearsi nel tempo una marca forte
3. Creare fedeltà, favorendo il passaggio da un modello basato sulla transazione a uno basato sulla relazione tra imprese
4. Sostenere il prezzo, rendendo gli acquirenti più renitenti a prendere in considerazione offerte dei competitor
5. Aumentare le vendite, anche nel B2B un brand forte garantisce non  solo margini superiori, ma anche maggiori volumi di vendita

Postato da: frbe a novembre 22, 2006 15:30 | link | commenti
a lezione

I'm on line

E questa è una grande fortuna.
Grazie Telecom (e non Tiscali), peccato che, però, abbia dovuto farvi chiamare dall'avvocato.

Postato da: frbe a novembre 22, 2006 15:15 | link | commenti (1)

 

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